Martorell, 28/10/2016. – L’avvento degli schermi ha rivoluzionato il modo di progettare l’abitacolo di una vettura. Ora tutto dipende da loro, tanto che “si inizia progettando lo schermo e si continua con il resto” come affermato da Jaume Sala, il Capo Designer degli Interni di SEAT, che aggiunge “una volta progettavamo l’abitacolo e alla fine cercavamo un posto dove inserire lo schermo”. Ora, invece “tutto ruota intorno a esso”.



In SEAT gli schermi vengono progettati da un numero di persone superiore a quello che si occupa degli esterni, in considerazione dell’importanza sempre maggiore della connettività nell’industria automobilistica. Entro la fine dell’anno ci saranno 30 persone in azienda a occuparsi di UX Design, il settore dedicato agli schermi. Alcune di esse curano l’interfaccia, altre le applicazioni, come per qualsiasi altro dispositivo connesso, e un terzo e ultimo gruppo si occupa di simulazione, animazioni e della relativa visualizzazione.

Progettare lo schermo di una vettura è un compito che richiede molto tempo, circa un anno e mezzo di lavoro e 1.000 schizzi. In SEAT, tutti gli schermi hanno un tratto in comune: si trovano nel campo visivo del conducente e sono orientati verso quest’ultimo. Il design più recente, sulla nuova Leon, misura otto pollici (circa 20 centimetri), come un tablet. Per questo nuovo modello sono state progettate 3.000 icone e pittogrammi.

Negli ultimi 15 anni abbiamo assistito a un’evoluzione “incredibile”.Per dirla con le parole di Sala, siamo passati da “una semplice radio estraibile a un vero e proprio computer installato a bordo della vettura” in grado di offrire gli stessi contenuti di altri dispositivi, ad esempio i tablet. Questo è esattamente ciò che desiderano oggi i Clienti.